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logo_ambitoConsorzio per la realizzazione del sistema integrato di welfare dell’Ambito Territoriale di Francavilla Fontana

INTRODUZIONE

IL CICLO DI VITA DEL PIANO SOCIALE DI ZONA. DAL II AL III CICLO DI PROGRAMMAZIONE IL PERCORSO DI CONCERTAZIONE E PROGRAMMAZIONE PARTECIPATA


Il Consorzio Ambito Territoriale Sociale n. 3 di Francavilla Fontana, costituito dai Comuni di Francavilla Fontana (capofila), Carovigno, Ceglie Messapica, Oria, San Michele Salentino e Villa Castelli, sta vivendo un periodo di grandi trasformazioni in vista di un vero e proprio rilancio dello stesso, attraverso il coinvolgimento e la partecipazione del territorio e del terzo settore, una migliore organizzazione del personale a disposizione e un’attività di monitoraggio per i servizi esternalizzati al fine il tutto di ridurre gli sprechi e garantire la massima qualità dei servizi.
La realizzazione del sistema regionale integrato di interventi e servizi sociali si è attuata attraverso lo “sviluppo della programmazione locale”, ovvero il Piano di Zona, strumento che  definisce obiettivi strategici e priorità di intervento, strumenti e mezzi per la realizzazione di un sistema integrato di servizi, esplicitando anche le modalità di organizzazione dei servizi, le risorse finanziarie, strutturali e professionali necessarie.
Nella realizzazione del nuovo Piano di Zona si è attivato il coinvolgimento degli attori locali e la partecipazione del territorio, soggetti questi che, meglio di chiunque altro, conoscono bene i punti di forza e di debolezza del tessuto sociale e le sue esigenze.
Per progettare e realizzare il nuovo Piano di zona per il triennio 2014-2016, l’Ambito territoriale sociale n. 3, composto dai sei Comuni ha avviato un percorso di programmazione partecipata.
Si è costituito pertanto il Tavolo di Concertazione, finalizzato a mettere insieme i diversi attori sociali, pubblici e privati del territorio e successivamente sono stati strutturati i diversi Gruppi Tematici di progettazione per la definizione di proposte e individuazione di eventuali disponibilità e collaborazioni da parte degli attori sociali per la realizzazione del sistema integrato, secondo il principio della sussidiarietà orizzontale.
I tavoli tematici a cui gli attori pubblici e privati hanno partecipato riguardavano le seguenti aree: Anziani, Famiglia, Minori, Disabilità e non autosufficienza, Salute Mentale, Dipendenze, Povertà e disagio, Contrasto alla violenza, Immigrazione.
Durante tali incontri sono stati discussi gli argomenti all’ordine del giorno e accolte le proposte relative ad ogni area di intervento.
Pertanto, i servizi garantiti per il prossimo triennio, emersi come priorità durante il tavolo di concertazione con il territorio, sulla base anche delle disponibilità economiche, degli obiettivi di servizio e delle linee guida della Regione, saranno: Servizi di conciliazione vita-lavoro,rete di Pronto Intervento Sociale (PIS), Servizio sociale professionale, Rete di accesso segretariato, rete di accesso-PUA, Centro di ascolto per le famiglie, Educativa domiciliare per minori, Buoni servizio di conciliazione infanzia, Affido familiare, Centro diurno per minori (Art. 52/104 R.R. 4/2007), Unità di Valutazione Multidimensionale, Assistenza Domiciliare non autosufficienti (ADI), Assistenza domiciliare non autosufficienti (SAD), Barriere architettoniche, Buoni servizio conciliazione-disabili e anziani, Progetti di Vita Indipendente (PRO.VI), Centro diurno per disabili (Art. 105 R.R. 4/2007), Centro diurno disabili (Art. 60 R.R. 4/2007), integrazione alunni con disabilità (Art. 92 R.R. 4/2007), Maltrattamento e violenza-residenziale, Ufficio di Piano, Acquisto veicoli adibiti al trasporto sociale.  Tutti i servizi sopraesposti si pongono in parte in un’ottica di continuità e in parte in un’ottica di innovazione, tenendo sempre presenti la trasparenza e la partecipazione  del territorio, oltrechè la qualità degli interventi, l’efficienza e l’efficacia.
Il sistema regionale di welfare si configura come un sistema di responsabilità condivise, che necessita dell’intervento coordinato dei diversi attori istituzionali e sociali presenti sul territorio per esprimere in modo efficace le capacità di risposta alla domanda di servizi dei cittadini. Ognuno di questi attori ha responsabilità precise e deve esercitare in modo leale e collaborativo la propria funzione, con l’obiettivo comune di contribuire allo sviluppo e al corretto funzionamento del sistema locale di servizi sociali e sociosanitari.
Il Consorzio si configura come modello organizzativo utile a tale scopo, in quanto dotato di personalità giuridica, di autonomia imprenditoriale e di un proprio statuto approvato dagli organi consiliari degli enti partecipanti al consorzio stesso, in quanto diversamente dalla convenzione, si caratterizza innanzitutto per la presenza di organi amministrativi espressamente individuati per la sua conduzione. Appare subito evidente l’organizzazione più “strutturata” del Consorzio che prevede specifici organi rappresentativi dei diversi enti consorziati ognuno con responsabilità proporzionale alla quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto.
Il presente Piano di Zona, quindi, si proietta verso una migliore gestione del sistema integrato dei servizi sociali di Ambito, attraverso scelte quali la partecipazione attiva di tutto il territorio più snella, autonoma e trasparente.
Quello di seguito riportato e che si intende attuare è un piano di zona semplice, chiaro, lineare, frutto dell’impegno di tutti coloro i quali hanno voluto dare il loro contributo e interesse, per un unico scopo: il benessere del cittadino e della comunità.

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